Epigrafe Ebraica

Epigrafe Ebraica

 Nel ricordo di Ruben

Presso il Museo Civico di Viterbo è conservata l’epigrafe di Reuben. Si tratta di una delle poche testimonianze tangibili provenienti dal luogo di sepoltura riservato agli Ebrei viterbesi. Poggio Giudio, per appunto.

Non sono conosciute le modalità di ritrovamento del reperto, avvenuto probabilmente alla fine del XIX secolo.

L’epigrafe è incisa in maniera precisa su di un blocco calcareo di forma quadrangolare e grossolanamente tagliato nelle parti destinate a non essere viste. Misura cm 29 in larghezza e cm 26 in altezza e di circa 10 cm di spessore. Non si tratta di una lastra esposta, ma di una lapide incassata in una muratura che evidentemente costituiva la sepoltura o parte di essa.

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Eccone la traduzione:

non è stata felice per me la vita. amara

è soffrire la tristezza per la morte di mio figlio

la cui pietra tombale è posta qui.

il mio e suo creatore voglia far risorgere

la sua anima. sia benedetto chi ne rinnoverà il ricordo

ora e sempre nel nome del signore eterno,

amen. qui riposa il giudizioso

e garbato reuben – possa vivere in eterno,

il suo ricordo sia benedetto – figlio

di nethanel chaim, fanciullo retto che è stato colpito

a sette anni, nel (5)761 ” < anno 1401 e.v. >

Queste sono le struggenti parole, di un padre costretto a sopportare la perdita di suo figlio di sette anni. Sono un pregevole esempio poetico, i cui motivi ispirativi non sono stati sufficientemente studiati.

Il testo è esempio dell’alto livello culturale e sociale a cui era giunta la comunità giudaica di Viterbo durante il Medioevo.

È quasi una gioia rinnovare il ricordo del fanciullo Reuben, seguendo l’invito religioso di suo padre.


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